Comunicati Stampa Colap

08/07/2016
Comunicati Stampa Colap

COMUNICATO STAMPA

Tavola Rotonda: CRONACA DI UN EVENTO DI SUCCESSO

 “Il Rilancio del Lavoro professionale in Italia”

Seminario + Assemblea CoLAP

 Roma, 9 GIUGNO 2017 – Il CoLAP questa mattina, ha organizzato un altro momento di confronto e dibattito per contribuire a creare competitività e valorizzare il lavoro professionale, all’interno dell’Assemblea Nazionale, che si è svolta presso il Roma, Scout Center, per il rinnovo delle cariche direttive.

“Dopo 4 anni dalla mia nomina a Presidente del CoLAP Nazionale – dichiara Emiliana Alessandrucci Presidente del Colap –l’assemblea dei Professionisti CoLAP oggi con voto unanime e plebiscitario mi ha rinnovato la fiducia”. “Voglio per questo, innanzitutto ringraziare i nostri professionisti, per mezzo dei quali, oggi abbiamo un CoLAP ancora più forte, fatto di idee, proposte ma soprattutto di persone, con una fortissima riconoscibilità e competenza”.

“Sono stati anni difficili, anche di minacce e qualche scollamento, ma MAI il direttivo si è diviso riuscendo sempre a trovare la giusta sintesi, siamo una splendida rarità – continua la Alessandrucci – parlando all’assemblea dopo l’elezione”. “Sono sicura che questa squadra in parte rinnovata, saprà continuare il cammino tracciato”.

Subito dopo l’attenzione della platea, si è focalizzata sul dibattito politico, grazie agli interlocutori d’eccellenza che sono intervenuti all’evento.

Enrico Morando, Viceministro dell’Economia e delle Finanze, dopo aver attentamente ascoltato le necessità di un mondo che finalmente ha visto riconosciuti parte delle loro richieste nel Ddl Lavoro Autonomo recentemente diventato legge, risponde alle domande dell’assemblea, che lo incalzano soprattutto attraverso la richiesta di incentivi e soluzioni per incoraggiare l’autoimprenditorialità, e richiedono strumenti, sia sotto il profilo fiscale che delle politiche attive, per rinvigorire il mercato professionale.

“Grazie ai professionisti del CoLAP per l’invito, intanto ridurre le contribuzioni non deve significare ridurre le prestazioni. Oggi c’è una grande incertezza e paura crescente, voi rappresentate coloro che non si arrendono”. “Siamo in un momento cruciale – continua il Vice Ministro Economia Morando- abbiamo avuto di fronte il concreto rischio che l’Unione Europea si dissolvesse, oggi soprattutto con l’elezione di Macron in Francia, abbiano una nuova possibilità per tutti noi che crediamo nell’Europa”. “Non possiamo perdere questo treno del rilancio, abbiamo un sistema produttivo che cresce meno rispetto agli altri Paesi- sottolinea Morando – mentre nel settore dei servizi dobbiamo agire perché è quello più in sofferenza, cercando di rendere i servizi paragonabili ai costi”. “Le misure per l’innovazione fiscale con i super ammortamenti – conclude il Vice Ministro Morando – sono volte a dare uno shock immediato al sistema, ma occorre essere più incisivi”.

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“Il Jobs Act del #Lavoroautonomo è legge: un buon risultato non eccellente” 

Roma, 11 maggio 2017 – Più diritti e tutele ma molto di più si poteva fare per la competitività. Meglio il testo preparato dal Governo che quello che è stato licenziato dalle Camere.

“Finalmente ieri dopo un lunghissimo periodo di gestazione durato un anno e mezzo dopo blocchi al Senato, poi alla Camera e poi di nuovo al Senato, lavori che il CoLAP ha seguito sempre in prima linea – apre la Presidente Emiliana Alessandrucci – un segnale positivo dalla politica è stato dato ad una platea di oltre 2 milioni di Partite iva e collaboratori. Il vero primo risultato è l’attenzione che ci ha dato la politica, per la prima volta nella storia di questo Paese; è un risultato anche della legge 4/2013 che ha portato alla ribalta il mondo delle professioni associative ricompattando il mondo professionale italiano, oggi abbiamo un testo unico per ordinisti e associativi mi sembra un gran obiettivo raggiunto!”

Partiamo dalle tutele e dai diritti che questo testo porterà:

–          Maggiori tutele per la maternità: indennità senza astensione, introduzione dell’indennità per congedo parentale di sei mesi da usufruire entro i primi tre anni di vita del bambino, con possibilità di usufruire di una sostituzione temporanea da parte di un collega di fiducia che abbia le stesse competenze.

“Bene la parte sulle nuove tutele per la maternità, poco convincente il congedo parentale – sottolinea Emiliana Alessandrucci – per le lavoratrici autonome è impensabile stare a casa per un lungo periodo così come avviene per le lavoratrici dipendenti: il cliente non ci aspetta!”.

–          Per la malattia equiparazione del periodo per le cure lunghe (vedi le oncologiche) alla degenza ospedaliera con corrispettiva indennità e sospensione del versamento dei contributi per due anni, rateizzando il debito successivamente.

“Provvedimento questo necessario, i lavoratori e le lavoratrici a partita iva della gestione separata – incalza la Presidente – vivevano un’ingiustizia che è stata ora sanata, basta essere cittadini di serie b”.

 “Ma non possiamo dunque che gioire a metà per questo testo tanto agognato: doveva essere un testo che ricuciva le fratture del passato che tanto avevano fatto male alle nostre professioni, e invece nel primo passaggio al Senato l’introduzione dell’art. 5 rafforza solo una parte e rischia di creare nuove riserve di legge (la possibilità di esercitare solo per i professionisti ordinisti, specifici atti pubblici) – spiega la Alessandrucci”.

“Molto ancora si può fare: pagamenti, incentivazione della fatturazione elettronica anche per i privati, incentivi per la digitalizzazione, defiscalizzazione, semplificazione e maggiore valorizzazione delle competenze”.

“Relativamente all’equo compenso continuiamo a ribadire che non è uno strumento efficace né tantomeno applicabile– chiosa la Presidente –  è un riportare il lavoro autonomo sotto l’immagine del lavoro dipendente, intanto potremmo lavorare con il nostro più grande cliente la PA per rivedere le gare al minimo ribasso e valorizzare anche con il compenso competenze e capacità”.

“Noi continueremo la nostra battaglia – conclude la Presidente Alessandrucci –  è un provvedimento vitale per noi e sentiamo l’esigenza di migliorarlo ancora, non possiamo rischiare che problemi “politici” rallentino il nostro percorso di crescita ( a marzo le partite iva hanno un più intorno al 9%), non possiamo farlo perché qui si parla della vita di molti italiani e delle loro famiglie; e soprattutto perché il nostro mercato professionale ha bisogno di eliminare i diritti acquisiti immotivatamente e di rafforzare la competitività”.

Un ringraziamento sentito a chi ha reso possibile questo importante traguardo:

Il prof. Tommaso Nannicini e il Prof. Marco Leonardi della Presidenza del Consiglio e il Prof. Maurizio del Conte di ANPAL che sempre hanno ascoltato le nostre proposte con molta attenzione e sensibilità.

Infine vogliamo citare il “team” delle giovani donne che in questo percorso ci hanno sostenuti e hanno dato voce alle nostre battaglie in parlamento:

Grazie a Chiara Gribaudo, Alessia Rotta, Valentina Paris e alla senatrice Annamaria Parente.

#siamofiduciosi nonostante tutto!

 

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“Ddl Lavoro autonomo: la tela di Penelope, tanto lavoro per essere disfatto”

 Roma, 01 marzo 2017 – Il problema dell’Italia: la mano destra crea quella sinistra disfa!

“Questo ormai famosissimo provvedimento lo aspettavamo da anni, un segnale positivo dalla politica che era stato accolto come il ritorno a casa del “figliol prodigo”! Abbiamo in questo anno e mezzo, tessuto la “tela” con incontri, proposte concrete, audizioni e tanto lavoro proprio perché il sistema professionale italiano che rappresento – apre la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci – oggi più che mai, chiede a gran voce una riforma e una spinta innovativa e competitiva ed ora troviamo qualcuno, o più di qualcuno che questa preziosa tela di notte la disfa.

Per questo va subito detto, che non siamo più disponibili ad accettare provvedimenti iniqui, approssimativi e frutto di compromessi dell’ultimo minuto: il CoLAP oggi dice no ad un legislatore che promette e poi disfa con la stessa facilità e altrettanto poca lungimiranza”.

“Il disegno di legge ha subito, nel primo passaggio al Senato, un inserimento (art. 5 e 6 ) che rafforzava quella divisione nel sistema professionale che invece questo provvedimento voleva e doveva superare, affidare cioè alle sole professioni ordinistiche, la possibilità di esercitare su delega specifici atti pubblici, ricreando quella  ripartizione tra professionisti di serie A e professionisti di serie B – spiega la Presidente del CoLAP – . In audizione avevamo manifestato con forza la contrarietà e dissenso all’ennesimo provvedimento che tratta un bacino di 4 milioni di professionisti come negletti ed emarginati e soprattutto come incompetente.Ci era sembrato di aver trovato sul punto una condivisione trasversale delle forze politiche presenti, ampio assenso avevamo infatti trovato in audizione alla commissione lavoro della Camera”.

“Le nostre proposte– sottolinea la Alessandrucci –  provengono da una platea di lavoratori per troppo tempo dimenticati e per questo chiedevamo alla luce della legge 4/2013, che riconosce il ruolo di garante alle associazioni professionali iscritte al MISE, di aprire il mercato alla competitività, con una proposta chiara e precisa di allargare l’art. 5 anche ai professionisti ai sensi della legge 4/2013. Lo stesso vale per i maggiori strumenti di protezione sociale previsti dall’art. 6 per allargarli anche ai professionisti associativi x legge 4/2013 anche con contributi assistenziali volontari aggiuntivi”. Gli emendamenti al testo in questo senso sono stati condivisi e proposti da tutte le forze politiche presenti in commissione, e molte sono state le dichiarazioni di apertura anche da parte dello stesso relatore Damiano, rendendoci fiduciosi sulla possibilità di migliorarlo.

Lo scorso 23 febbraio, gli emendamenti alla prova del voto vengono, inspiegabilmente ed irragionevolmente respinti: l’art.5 e presumibilmente l’art.6 (ieri in votazione) rimarranno delle previsioni ad esclusivo appannaggio dei professionisti ordinisti, con buona pace di tutte le promesse e le aperture annunciate: così la nostra tela è disfatta!

Il lavoro di anni su questo provvedimento ad oggi risulta quasi vano: l’inserimento di qualche tutela e poco più.

“Il CoLAP dice NO! Dice NO ad un modo di legiferare miope ed avulso dall’intero contesto normativo: la legge 4/2013 è una legge in vigore e non è tollerabile che si continui ad ignorala.

Dice NO all’incoerenza e incoerente sordità rispetto alle sollecitazioni di quanti saranno destinatari della norma giuridica; dice NO alla trasformazione dei diritti dei lavoratori in merce di scambio; dice NO all’ennesimo provvedimento che elemosina concessioni ai professionisti ex legge 4/2013  con la mano destra, salvo defraudarli di diritti fondamentali con la mano sinistra e con noi dicono NO oltre 300mila professionisti iscritti alle nostre associazioni che ben si ricorderanno dell’entusiasmo manifestato davanti alle due slides della finanziaria 2016 e della profonda delusione nel vedere ignorate le legittime richieste.

 “Noi continueremo la nostra battaglia – incalza la Presidente Alessandrucci – perché è impensabile che la classe politica non si renda conto di questo pericolo di stagnazione e soprattutto del clima di sfiducia che si è creato; l’articolo 5 prevede una delega e allora saremo pronti anche in quell’occasione, se questa non dovesse essere sufficiente a dimostrare dissenso e a bloccare questo provvedimento fazioso”.

“Chiediamo il diritto a veder riconosciuto il nostro lavoro come tale; perché non intendiamo più accettare discriminazioni, perché crediamo che tutti i lavoratori abbiano diritto a tutele fondamentali a prescindere dal contratto e dal settore in cui operano e soprattutto perché il nostro mercato professionale ha bisogno di eliminare i diritti acquisiti immotivatamente e di rafforzare la competitività”.

#ProfessionistiCompetenti

#VogliamoChiarezza

#IlCoLAPdiceNO

 

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“Ddl Lavoro autonomo: ripristinare le storture inserite al Senato per ridare equità al provvedimento” 

Roma, 17 gennaio 2017 – Il CoLAP partecipa all’audizione informale presso la Commissione lavoro della Camera dei deputati, per discutere del DDL sul lavoro autonomo.

“ Questo provvedimento lo aspettiamo da anni, il sistema professionale italiano ha bisogno di una riforma e di una spinta innovativa e competitiva- apre la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci – va per questo subito detto che sarebbe opportuno eliminare da questo provvedimento la parte relativa al lavoro flessibile che dovrebbe entrare in un provvedimento autonomo; unire le proposte crea confusione e potrebbe incentivare l’errata identificazione del lavoro autonomo con le “false partite iva”; il lavoro flessibile è una forma di lavoro dipendente pertanto non va confuso e non ha assonanze con il mondo professionale a cui intende riferirsi il provvedimento”.

“Il disegno di legge ha subito, nel primo passaggio al Senato, un inserimento (art. 5 e 6 ) che riproduce quella divisione nel sistema professionale che invece questo provvedimento voleva superare, affidare alle sole professioni ordiniste, la possibilità di esercitare su delega specifici atti pubblici, ricrea quella  ripartizione tra professionisti di serie A e professionisti di serie B – spiega la Presidente del CoLAP – condivisibile la richiesta di maggiori garanzie sulla professionalità e competenza del professionista e per questo la legge 4/2013 riconosce il ruolo di garante alle associazioni professionali iscritte al MISE, apriamo il mercato alla competitività, la nostra proposta è allargare l’art. 5 anche ai professionisti ai sensi della legge 4/2013. Lo stesso vale per i maggiori strumenti di protezione sociale previsti dall’art. 6 occorre allargarle anche ai professionisti associativi x legge 4/2013 anche con contributi assistenziali volontari aggiuntivi.

Se il provvedimento negli articoli 5 o 6 non dovesse cambiare, il lavoro di anni su questo provvedimento sarebbe vano e avremmo prodotto l’ennesima norma a difesa e a rafforzamento della casta! Il CoLAP dice no! Meglio non avere un provvedimento che averne uno fatto male e esclusivo! – incalza la Presidente Alessandrucci – ci batteremo per questo, anche per far comprendere alla politica il peso negativo di un segnale del genere”.

“ Bene la parte sulle nuove tutele maternità (anche se in sostituzione del congedo parentale proponiamo i voucher per baby sitting) e malattia, sulla previdenza proponiamo la divisione della gestione separata in due sezioni: una dedicata ai professionisti a partita iva e una dedicata agli altri soggetti afferenti la GS; necessario una riduzione volontaria del contributo previdenziale per  le nuove partite iva per i primi 5 anni (come avviene per le professioni ordinistiche), revisione codici ateco per semplificare, raccordo con le norme esistenti in particolare il raccordo con il decreto 13/13, e la costituzione di un tavolo permanente al MISE per le professioni, un tavolo di confronto e di proposta che sarebbe in grado di far superare le diffidenze e le divisioni attuali e altri diversi emendamenti che si trovano nel documento allegato”.

3 commissari intervengono per approfondire delle tematiche:

On.le  Ciprini : supporto per i pagamenti e equo compenso

ON.le  Di Salvo: accesso dei professionisti ai sensi della legge 4/2013 alle casse di previdenza private

On.le Paris: specifiche sulle modalità di classificazione dei codici ateco.

La Presidente risponde:

” rispetto ai pagamenti molto si dovrebbe ancora fare, in primis verso la PA , il più grande cliente, dove seppur previsti i pagamenti entro 60 giorni ci sono storture  del sistema che allungano notevolmente i termini (rilascio del codice di fatturazione elettronica da parte della committenza) e poi incentivare la fatturazione elettronica anche per i privati.

Relativamente all’equo compenso attenzione a non confonderlo con tariffe minime, le quali penalizzano fortemente i nuovi professionisti, intanto occorrerebbe lavorare sempre con la PA e sul minimo ribasso anche per le prestazioni professionali”;

“Per le casse private potrebbe essere un’idea da valutare molto interessante per i professionisti associativi sia avere una propria cassa, sia poter aderire alle altre diverse casse”;

“Per i codici ateco sono pronte delle simulazioni che possiamo condividere”.

“Siamo soddisfatti della relazione fatta e dei feedback di assenso ricevuti dai commissari presenti – conclude Emiliana Alessandrucci –  è un provvedimento vitale per noi e sentiamo l’esigenza di migliorarlo ancora, non possiamo rischiare che problemi “politici” possano produrre un “cattivo” testo, non possiamo farlo perché qui si parla della vita di molti italiani e delle loro famiglie”.

#siamofiduciosi

#labuonapolitica

 

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Riparte l’Italia – la #Roadmap Colap fa tappa in TRENTINO ALTO ADIGE

 

Roma, 17 Giugno 2016 – Domani, 18 Giugno dalle ore 10,30 alle ore 13,30 nella città di Trento si terrà l’evento “Riparte L’Italia con la Road Map del CoLAP-TRENTINO ALTO ADIGE”; sarà un grande evento associativo al quale parteciperanno tutti i delegati delle associazioni professionali del CoLAP presenti sul territorio.

Un momento di spiegazione e condivisione di quanto ottenuto nella Legge di Stabilità e promesso nel Testo Collegato per il lavoro autonomo e professionale.

Sono stati invitati a partecipare, Liberi Professionisti, esperti di settore, esponenti del mondo politico, assessori provinciali e regionali e referenti istituzionali.

Il CoLAP – Coordinamento Libere Associazioni Professionali – raccoglie ad oggi oltre 200 Associazioni professionali, con oltre 300.000 professionisti iscritti, siamo la prima forma aggregativa riconosciuta da MISE e anche la più rappresentativa. Obiettivo del Coordinamento è implementare e sostenere il sistema duale delle professioni in Italia, rappresentato dagli Ordini professionali e dalle associazioni professionali (ex L.4/2013), in grado queste ultime di valorizzare le competenze degli associati a garanzia dell’utente.

Il CoLAP oggi ha un bacino di quasi 4 milioni di professionisti italiani, operanti in molteplici settori e spesso promotori di sviluppo, innovativie capaci di sostenere i necessari processi di cambiamento; contribuiamo con il 7% al PIL ma la nostra volontà è quella di crescere ed incidere sempre di più nei processi di sviluppo economico e sociale.

Ma la crescita auspicata vive un momento di particolare delicatezza: la crisi ha messo a dura prova molti professionisti che ogni giorno si trovano a dover combattere con le difficoltà del mercato. Una platea di diversi milioni di persone che contribuisce fortemente al nostro Pil, che ha duramente pagato gli effetti della lunga recessione, e che aspetta con ansia e trepidazione una “svolta culturale”. “Il recente Ddl Lavoro Autonomo – sottolinea la Presidente Emiliana Alessandrucci – al testo collegato nella Legge di Stabilità ci da qualche iniezione di fiducia, perché per la prima volta si parla di “Jobs Act dei lavoratori autonomi, spesso considerati “figli di un Dio Minore”. Abbiamo voluto presentare i nostri emendamenti al testo in Commissione Lavoro del Senato e cogliere questa grande opportunità: L’occasione era più unica che rara, ovvero dare finalmente vita ad una riforma – continua la Presidente del CoLAP – del lavoro autonomo; per questo abbiamo preparato più di una anno fa la #Roadmap del CoLAP e messa a disposizione del Governo e delle Istituzioni, e stiamo facendo diverse tappe sul territorio nazionale, proprio per far conoscere le nostre proposte concrete e fattibili a tutti.”

“Tutte le potenziali innovazioni contenute nei testi collegati alla Legge di Stabilità – conclude Antonella Muto, Coordinatrice CoLAP Trentino Alto Adige – e in altre iniziative legislative, richiedono una fase di attenta attuazione da parte dei territori, soprattutto in relazione ai temi che hanno una competenza concorrente. Si pensi ad esempio – continua la Muto – all’apertura delle politiche attive promosse dalle Regioni e finanziamenti comunitari, ai fondi europei per i professionisti, ma anche su tutte le altre prospettive che si apriranno con il DDL collegato per il lavoro autonomo e professionale.

In questo momento servono volontà politica, dialogo, impegno congiunto per una reale ed efficace attuazione di quanto otterremo e stiamo ottenendo.

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Soddisfazione nel CoLAP. Annunciata svolta storica per le partite iva: blocco dell’aliquota contributiva, revisione del de minimi e impegno formale ad una riforma strutturale

 

Roma 15/10/2015 – Nella conferenza stampa di presentazione della Stabilità il Presidente del Consiglio annuncia i provvedimenti a favore delle partite iva.

“Siamo molto soddisfatti di quanto annunciato – dichiara Emiliana Alessandrucci – la slide sul lavoro autonomo annuncia il blocco dell’aliquota e la revisione del de minimi, le proposte della nostra Road Map sono state accolte; e abbiamo anche dei buoni sensori che si procederà accogliendo anche le nostre altre proposte nei testi collegati”

“Un plauso al Governo e in particolare a quei parlamentari che contro tutto e tutti hanno creduto nelle nostre proposte – continua Emiliana Alessandrucci – l’apertura al dialogo e al confronto sono state le leve di questo successo, da qui deve ripartire l’Italia, dal modello di condivisione e costruzione che insieme a Chiara Gribaudo, Valentina Paris, Alessia Rotta, Gessica Rostellato, Cesare Damiano abbiamo costruito”.

“Se gli annunci verranno rispettati il 13 novembre sarà davvero una giornata di studio, di confronto,  ma anche di esaltazione – incalza la Presidente – il nostro #siamofiduciosi, il nostro atteggiamento di costruzione delle proposte con la Road Map CoLAP , la nostra capacità di ascolto e di dialogo ci hanno premiato, sono contenta e soddisfatta perché penso al miglioramento delle condizioni economiche e quindi di vita che questi provvedimenti porteranno ai nostri professionisti; finalmente abbiamo l’attenzione che meritiamo”.

“E adesso sì che dobbiamo pensare – chiude Alessandrucci – a #RIPARTELITALIA, a contribuire seriamente alla nostra ripresa, se messi nelle giuste condizioni siamo in grado di fornire PIL, energia e innovazione al nostro paese.”

Save the date: 13 Novembre 2015 ore 10:00-13:00

Riparte l’Italia con la road map CoLAP.

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Professionisti e Partite iva: le nuove tutele del lavoro autonomo

Roma, 8 Marzo 2016 – Il CoLAP ieri ha partecipato con una delegazione composta dalla Presidente Emiliana Alessandrucci, i vicepresidenti Giuseppe Montanini, Nicola Testa, Luciano Giorgetti i componenti della task force Giuseppe Bruni, Antonella Muto e Claudio Venturato e Saturno Sampalmieri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il Prof. Tommaso Nannicini e il responsabile economico del PD Filippo Taddei, ad un convegno per discutere del Jobs Act del lavoro autonomo in discussione al Senato. 

Come già detto in più occasioni sebbene il CoLAP apprezzi e riconosca grande valore a quanto proposto nel testo collegato, non può non evidenziare l’esigenza di implementare provvedimenti capaci di incidere sulla competitività delle professioni. L’obiettivo del Jobs Act del lavoro autonomo deve essere, “una iniezione di competitività per il lavoro autonomo – dichiara la Presidente Alessandrucci – che riesca a incentivare l’apertura di nuove partite iva (incidendo sulla occupabilità) e maggiore accesso ai servizi professionali offerti dai lavoratori a partita iva (contributo al PIL). Il testo in tal senso dovrebbe essere migliorato”.

“In tema di tutele dobbiamo stare attenti – incalza la Presidente – a non trasferire tout court modelli dal lavoro dipendente al lavoro autonomo, in quanto, le stesse misure, per ovvie ragioni, risulterebbero inefficaci. Si pensi, per fare un esempio lampante, ai congedi parentali, un lavoratore autonomo non può certo permettersi di assentarsi per lungo tempo, in quanto ne verrebbero meno l’affidabilità e la continuità della prestazione con conseguente perdita di clienti, per conciliare meglio, pensare a indennità che permettono di lavorare e avere supporti per sostenere costi derivanti dalle esigenze di cura e poi è inutile produrre tutele se non riusciamo a liberare il mercato dove lavorare: prima il mercato poi le tutele, l’inverso sarebbe fallimentare”.

“Abbiamo presentato un documento sulla competitività – spiega l’Alessandrucci – proposte concrete:

  • deducibilità per il cittadino dei costi dei servizi professionali alla persona,
  • accessi agevolati alla professione con aliquote previdenziali ridotte,
  • aliquote sostenibili nel presente e nel futuro, fisco equo e sostenibile,
  • sinergie tra associazioni e centri per l’impiego,
  • il ruolo delle associazioni nei processi formali di individuazione e validazione delle competenze. 

Filippo Taddei, responsabile economico e del lavoro del Pd, precisa – “il primo intervento è stato effettivamente fatto solo sul lavoro dipendente perché intendevamo investire sul capitale umano e abbiamo verificato che i rendimenti maggiori erano legati al lavoro dipendente”. Ora – prosegue Taddei – “ci occuperemo dell’altra parte del lavoro, l’avvio è già stato dato dall’art 2 della 81, il lavoro autonomo va pensato in maniera diversa dal lavoro dipendente”. Ci rendiamo conto – precisa – che siano necessarie tutele calibrate sulle caratteristiche di questo settore, per investire sul capitale umano, abbiamo proposto, ad esempio – conclude Taddei – interventi volti alla deducibilità dei costi della formazione, certificazione, certezza nei pagamenti, accesso alla Fse.

Tommaso Nannicini, preso atto del documento, ha affermato che la proposta impegnerebbe 40 milioni per il 2016 e 50 per il 2017, poiché i fondi non sono sufficienti, aggiunge, “si rischierebbe di fare un provvedimento parziale”. Siamo contenti però “che il mondo professionale abbia recepito bene questa nostra proposta di lavoro, perché questo è un provvedimento aperto consegnato al dibattito parlamentare e politico. Per i temi delicati della previdenza e fisco si potrebbe pensare ad una mini delega nell’estate”. Per quanto concerne l’equo compenso, invece, aggiunge: “non sono sicuro sia la giusta misura per la competitività”. Ottima, dice fermamente convinto e concludendo, la proposta Colap di semplificazione per rivedere i Codici Ateco.

L’incontro di oggi – conclude l’Alessandrucci soddisfatta – “è stato utile, e questo approccio al confronto siamo sicuri che renderà migliore il provvedimento”.

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